www.shudy.it
Un gioco di parole. Un progetto creativo ispirato al mondo dell’arte e della contro cultura giovanile. Uno stile ironico, ludico e ‘irriverente’ che fa il verso al mocassino classico.
La linea di calzature Shudy trae la sua più spontanea ispirazione dal ready made (istantaneo, detto fatto) e dalla cracking art (arte di rottura), movimento artistico fondato dal biellese Omar Ronda nel 1993.
Da un lato le opere d’arte realizzate con oggetti già esistenti modificati e reinterpretati, come l’orinatoio Fontana di Marcel Duchamp (1917) e la Monna Lisa con baffi e pizzetto di L.H.O.O.Q (1919): oggetti culto tra i più famosi dell’arte del XX secolo, resi famosi dall’istantaneità e spontaneità di un gesto creativo che, lontano da intenzioni iconoclaste, sdogana semplicemente oggetti già esistenti trasformandoli in opere d’arte.
Dall’altro le riproduzioni di animali in plastica riciclabile inserite in luoghi di passaggio come strade, mostre storiche o centri commerciali, per tradurre il gap tra materia naturale e artificiale, tra l’organico e il sintetico: cracking è il processo tecnologico che trasforma il petrolio (materiale antico, depositario della sostanza organica passata) in plastica, e anche suono onomatopeico che traduce lo schioccare, il cedere, la rottura.
Shudy riproduce dunque un accessorio iconico della moda, il mocassino modello driving, in un materiale sintetico, povero e riciclabile, seguendo entrambe le ispirazioni artistiche del ready made e della cracking art per dar vita non solo a una nuova moda ma ad un’inedita forma creativa…da indossare. La semplicità del prodotto si riflette nel nome stesso, che nasce dalla fusione, anch’essa sintetica, tra le parole shoe e ready>shoe-ready>shudy.
Un gioco di parole. Un progetto creativo ispirato al mondo dell’arte e della contro cultura giovanile. Uno stile ironico, ludico e ‘irriverente’ che fa il verso al mocassino classico.
La linea di calzature Shudy trae la sua più spontanea ispirazione dal ready made (istantaneo, detto fatto) e dalla cracking art (arte di rottura), movimento artistico fondato dal biellese Omar Ronda nel 1993.
Da un lato le opere d’arte realizzate con oggetti già esistenti modificati e reinterpretati, come l’orinatoio Fontana di Marcel Duchamp (1917) e la Monna Lisa con baffi e pizzetto di L.H.O.O.Q (1919): oggetti culto tra i più famosi dell’arte del XX secolo, resi famosi dall’istantaneità e spontaneità di un gesto creativo che, lontano da intenzioni iconoclaste, sdogana semplicemente oggetti già esistenti trasformandoli in opere d’arte.
Dall’altro le riproduzioni di animali in plastica riciclabile inserite in luoghi di passaggio come strade, mostre storiche o centri commerciali, per tradurre il gap tra materia naturale e artificiale, tra l’organico e il sintetico: cracking è il processo tecnologico che trasforma il petrolio (materiale antico, depositario della sostanza organica passata) in plastica, e anche suono onomatopeico che traduce lo schioccare, il cedere, la rottura.
Shudy riproduce dunque un accessorio iconico della moda, il mocassino modello driving, in un materiale sintetico, povero e riciclabile, seguendo entrambe le ispirazioni artistiche del ready made e della cracking art per dar vita non solo a una nuova moda ma ad un’inedita forma creativa…da indossare. La semplicità del prodotto si riflette nel nome stesso, che nasce dalla fusione, anch’essa sintetica, tra le parole shoe e ready>shoe-ready>shudy.






