shudy
Riprodurre un’icona della moda con un materiale diverso. Usare un materiale sintetico per ottenere una rottura con l’originale, una contrapposizione. Il Ready-Made come fonte di ispirazione, nell’istantaneità del gesto creativo, e la vicinanza alla Cracking Art, per la scelta della plastica, sono alla base dell’idea di Shudy.
“Ready-Made” come “detto-fatto”. Un oggetto comune diventa arte in maniera istantanea, grazie all’intenzionalità del gesto dell’artista. Come l’orinatoio di Marcel Duchamp (inventore del “Ready-Made”) assurto a opera d’arte perché esposto, come tale, all’attenzione del pubblico. Come la Monna Lisa con baffi e pizzetto di L.H.O.O.Q. Prodotti già esistenti che perdono il loro status di oggetti, per trasformarsi in opera.
La plastica invece è il materiale privilegiato dal Cracking Art Group per le sue provocatorie installazioni: riproduzioni di animali realizzate in plastica riciclata e collocate in luoghi storici o di forte passaggio, come strade e centri commerciali. E dunque Ready-Shoes, Shoe-Ready, Shu-dy, Shudy, richiamo diretto alla semplicità del prodotto, Shoe, la scarpa e alla parola Ready.